E’ esattamente quando abbiamo bisogno di qualcuno che ci protegga che iniziano i guai.
Chi sa badare a se stesso, non ha bisogno di polizia, di eserciti, di ronde. Se ci pensate, questa della sicurezza è un po’ l’eterno vizietto dell’italiota: l’essere troppo attaccato alla sottana di mammà o al bastone di papà.
Colui che sceglie l’indipendenza da una famiglia oppressiva, difficilmente vorrà per le strade telecamere e deficienti armati che fanno le veci del battipanni di mamma. Anni fa, e lo apprendo dal bel libro di Pier Paolo Viazzo, ‘Introduzione all’Antropologia Storica, l’annoso problema dello scarso sviluppo economico dell’Italia fu attribuito appunto al familismo. Si parlava di teorie economiche e di mercato, facendo notare come il clientelarismo familista che domina l’economia italiana, e che ha la sua punta dell’iceberg nella malavita organizzata, fosse in netto contrasto con le esigenze del mercato capitalista. Insomma, favorendo figli e nipoti e cugini, il libero mercato non può tranquillamente esistere.
In effetti, quanti figli di papà hanno fatto affondare imprese ben avviate dai loro abili genitori? Trasferito su un piano più, permettemi la parolaccia, morale a cosa può aspirare una popolazione cresciuta, come si diceva una volta, nella bambagia? Io dico che il problema dell’Italia è semplicemente l’infantilismo più becero: quello di grassi bambini ipertesi che strillano davanti alla scuola per la pizza, che fanno i gradassi con il bambino occhialuto (e con quello negro) e che hanno genitori che vanno a lamentarsi col povero maestro/professore di turno…
E’ un modello molto semplicistico, me ne rendo conto, ma sapete di questi tempi sembra pagare lo sbattersi poco.
Appunto, ’sbattersi’: cioè impegnarsi, provare a prendere la strada più difficile, qualche volta.
A me la grande crisi (TM), in quest’ottica, sembra piuttosto la scusa di grassi bambini pigri per l’ennesimo cinque in pagella: sicuramente cambiando scuola, magari una privata, le cose miglioreranno. Oppure trasferendo la scuola, nel frattempo diventata di proprietà, in un altro stato fioccheranno sicuramente i sette. Là i professori sono meno severi (qualcuno ha detto delocalizzazione?).
Questi grassi bambini sono poi pure un po’ violenti e rompere i giocattoli e picchiare la sorellina a loro proprio non basta: perché non istituzionalizzare allora il bullismo e andare a spaccare un po’ di teste, magari negre, in giro?
E con la bolletta dell’elettricità così cara, come la mettiamo questo mese? Magari un paio di centraluzze nucleari per alimentare la playstation e il facebook, ormai irrinunciabili, ci possono anche stare nell’Asilo nido Italia…