Archivio per il 'Notes'Categoria

Contro il social networking

Ottobre 1, 2008

Oggi la mia ragazza mi ha raccontato una storia piuttosto strana riguardo Facebook: pare che una sua compagna di corso fosse fermamente convinta che un possibile datore di lavoro prendesse in esame anche il profilo facebook del candidato. Folle, ovviamente. Se fossi un datore di lavoro (e spero di non esserlo mai) e trovassi nel curriculum di uno dei candidati il riferimento al famoso sito di social networking, inizierei a dubitare fortemente della serietà del candidato.
Io ce l’ho un po’ con questi social networking: ho iniziato ad avercela con myspace, condividendo riflessioni analoghe con gente che si occupa di server autogestiti e fa della libertà di espressione in Rete la propria ‘missione’. Qui non si tratta di libertà di espressione: per quello ci sono i blog (e ci sarebbe da discuterne, ma ops, sto scrivendo su un blog). Qui si tratta di assecondare, con un procedimento analogo a quello che spinge migliaia di gente a presentarsi alle selezioni dell’ultimo reality. la propria vanità e il classico egocentrismo che caratterizza questi tempi stupidi. Tutto questo nella più totale mancanza di rispetto della privacy (propria e degli altri): far sapere agli altri se in questo momento sono ‘fidanzato’ oppure ‘occupato’ (la differenza mi sembra così personale che appare a tratti risibile: ciò non ostante mi dicono che ‘fidanzato’ equivale a promessa di matrimonio: io non credo nei matrimoni e dunque sarei occupato. boh) rasenta la demenzialità.
E non solo: pone etichette a esperienze ‘umane’, con tutti i pericoli che esso comporta. Pensavamo di esserci liberati da vuote formalità come anelli e promesse di matrimonio per sancire davanti alla società i nostri ruoli (?) reciproci di amanti e ci siamo ritrovati con nomi terribilmente simili a contratti di lavoro (occupato, come ha notato il mio amico Davide, fa molto ‘a termine’).
Comunque, mi sono iscritto. Con un nome fittizio, ovviamente, per vedere quante persone c’erano cascate, ehm, iscritte. La maggior parte di quelle che conosco. Già. La maggior parte di quelle che conosco si è autocatapultata in una casa del grande fratello on-line, dove ognuno sa cosa sta facendo in quel momento. O meglio: una delle prime opzioni è proprio la possibilità di inserire un breve messaggio su quello che si sta facendo nel momento in cui ci si collega a Facebook.
Non so: su tutto ciò sono molto perplesso. Perché molte delle persone che conosco iscritte a Facebook non portano in giro, citando male una poesia di Kavafis, la loro personalità. La custodiscono gelosamente, non esponendola sulla pubblica piazza. Mi dicono che Facebook serve a trovare persone che non sentivamo da anni: un laconico embè può essere la risposta? Perché dovrei dare la possibilità a quelli che sono ormai perfetti sconosciuti di entrare nella mia vita, di sapere se ho promesso alla mia compagna l’anello (oddio) o se ci siamo appena piantati? Senza contare che, senza eccedere nel cinismo, certi ex-compagni di scuola li ho persi di vista senza alcun rammarico.
Pavese scriveva che a volte si perde un amico per un appuntamento mancato o per una telefonata a cui non si è risposto: senza sottolineare che ormai la seconda opzione oggi, con i telefonini, è assai più ardua a realizzarsi, mi sembra un fatto squisitamente insito nella volubilità umana quello di selezionare, anche senza volerlo, i propri amici e compagni di vita.
Ma non credo che il successo di Facebook stia nel poter recuperare amici (?) perduti. Ci annoiamo tutti alle cene di classe (io da anni, ormai, non ci vado più).

Benritrovati

Settembre 2, 2008

Se siete arrivati qui, vuol dire che avete seguito:
1.le mie istruzioni vocali
2.il link sul vecchio sito

Ebbene, questa è la nuova casa di urza: per arredarla, dato che non si possono caricare temi fatti/modificati da sé, ho scelto questo tema minimal. Dovrebbe essere per chi ama i latticini: io sono tornato da Berchidda con due mezze forme di pecorino sardo in due diverse stagionature ma purtroppo il latte mi provoca fastidiose coliti. Sono problemi, certo.
Volevo ancora scrivere, prima di terminare questo fastidioso faticoso trasloco, che probabilmente l’attuale locazione del sito sarà temporanea (mesi forse anni, comunque) dato che presto (o tardi) aprirò un bel posticino autogestito (qualcuno ha detto cammellaggio di server aziendali?).

Vanitas vanitatum

Maggio 8, 2008

Devo assolutamente cambiare, in maniera da personalizzare, l’immagine della frontbar…

Nuovo aspetto per urza.indivia.net

Marzo 11, 2008

A grande richiesta (…) ho vestito il blog di un nuovo tema: si tratta di Dynamic-Vision, del bravo Benedikt.
Ho giusto tagliato di molto la lunga barra inferiore (footer), che mi pareva poco elegante e spostato la lista dei post archiviati sulla barra di sinistra (sidebar). Credo rimetterò l’elenco dei blogger amici sempre nella barra di sinistra e che modificherò l’immagine della testata.
Volevo anche cambiare il fondino dei riquadri centrale e laterale: un verdino più tenuo (o un azzurro acquamarina?) potrebbero essere carini. Ovviamente il tema mi piace perché è verde e perché è piuttosto semplice e ordinato.
Quello vecchio faceva proprio un po’ pietà…

Ancora Genova

Novembre 17, 2007

Non scrivo nulla, ma metto semplicemente un banner:

Fourteen-five minutes

Dicembre 14, 2006

Getting out from the swimming pool, I checked out the clock: I made a 45 minutes swim train and I began to think about this exact portion of our time. I realized that it fits well for almost everything: 45 minutes to be well shaved by your barber, 45 minutes to taste your favourite alcoholic drink: a strong Negroni or an expensive glass of italian wine.

Fourteen-five minutes lasts an optimum fuck: double the time with preliminaries. Fourteen-five minutes to enjoy a good and sober lunch: fourteen-five minutes to prepare it, bakering pizza and adding your favourites recipes or cook spaghetti with tomato sauce. Fourteen-five minutes should take a universitary lesson: more is boring and you lost your concentration.

45 minutes to write a nice post or good poetry: 45 minutes to read a short novel or to watch a serial-tv show.

45 minutes to know a new person and talk with him/her: never exaggerate with unknown people. 45 minutes to create your own master work, 45 minutes to listen to your favourite singer. Fourteen-five minutes to code something revolutionary.

45 minutes to get an hot shower or a bath with foam cream: 45 minutes with your idol, before realizing that he/she is just an other piece of crap. 45 minutes to get drunk or stoned.

45 minutes, remaing in silence. 45 minutes, complaining your whole life. 45 minutes, thanking God or something else you’re alive and doing well. 45 minutes to tell the others what’s wrong and what’s right.

Less than 45 minutes to write and read all those things.

Sorry I didn’t notice you yet, guys…

Novembre 21, 2006

… but now I add you: noblogs.org, the autistici/inventati answer for blogging…

Ehr, and sorry again, but I already run on indivia.net ;)

(Ri)aggiunta

Settembre 3, 2006

Ho (ri)aggiunto il link alle foto ospitate su flickr.com.

Mediocrity is a sign of perfection

Dicembre 18, 2005

Vi dirò che mi sono un po’ rotto le balle delle persone brillanti e sagaci, delle ragazze disinibite e dei ragazzi galletti, del cinismo ostentato, delle battute che avresti almeno una volta nella vita aver detto tu, dei blog che passano di bocca in bocca, degli intellettuali e degli intellettualoidi, di quelli che ascoltano band musicali dai nomi impronunciabili e irricordabili tipo “green colorless thoughts” o “vomito giallo su linoleum” e menate del genere, di quelli che conoscono gente pure a Katmandu, che hanno ‘ganci’ (dio quanto odio questa parola) pure nel partito del Tofu birmanese, insomma di tutto ciò che (fa finta?) di non essere mediocre.
Io, che ho sempre odiato il medioman, ora elogio la mediocrità!

Lasciarsi andare

Dicembre 10, 2005

Mi sono lasciato andare alla rabbia, all’ira e al turpiloquio nel post precedente, abbandonando il mio stile calmo e educato.
E me ne compiaccio, ché la situazione lo giustificava: un popolo che difende la sua terra che viene barbaramente attaccato dalla violenza di Stato.
E lasciatemi ancora dire che sono stufo di questa sinistra moderata, che cerca l’ordine a suon di sgomberi e di ruspe, che è fintamente europea ed europeista, pronta a calpestare i bisogni locali con gli interessi generali, come ha dimostrato bene in questa occasione. Che tentenna sul ritiro dei soldatacci dall’Iraq, che non sa difendere le proprie posizioni sull’aborto per non sconvolgere gli alleati democristiani. Che cerca di racimolare voti qua e là, tanto a destra e poco a manca. Che non è sinistra, che somiglia in maniera inquietante dalla destra. Intercambiabile, appunto.
Ah, NO TAV