Nonna Papera e i cessi del Buridda

gennaio 20, 2005

Allora, questa mi è venuta in mente mentre salivo le scale di palazzo nuovo, torino. Ad un certo punto sono stato fulminato dalla scritta “Torino non cedere al nulla”, scritta in inchiostro nero, piuttosto sottile, con un carattere sul rappuso andante.
Ebbene, ora non voglio bissare il successo del buon Culicchia che sulle pagine dell’allegro supplemento settimanale della Busiarda (osceno quotidiano torinese) ci racconta, in Muri & Duri, tutte le scritte sui muri, appunto. Oddio idea buona per un blog, eh, ma lui pare ci guadagni il panis cotidianum.
Buon per lui. E stop alla vis polemica.
Ora non esamino Torino non cedere al nulla, ché è troppo profonda come scritta, insomma. Quel tendere al nulla mi sa di molto filosofico, in bilico sul baratro, et cetera et cetera.
Aprile scorso, in principio del mese, ero al Buridda per l’hackmeeting. Il Buridda è un curioso impasto di tantissime realtà, tenuto e mandato avanti da simpatici genovesi (infatti sta a Genova). Il bello del Buridda (che mi è stato spiegato essere una sorta di zuppa genovese con tantissime cose dentro) è anche questo. Come valore aggiunto, il Buridda è enorme: ex facoltà di Economia e Commercio, sta abbarbicato sui colli genovesi ed è circondato da un giardino.
Ma veniamo ai suoi cessi: al primo piano, mi pare, ma può darsi che il disegno sia ripetuto anche in altri bagni, campeggia sul muro del cesso (maschile? femminile?) l’immagine (stilizzata, in pennarello blu) di Nonna Papera. Sì, quella che vive vicino a Paperopoli, madre-nonna di Paperino e congiunta di Zio Paperone.
Ora, ci pare che Nonna Papera fosse una sorta di leggenda degli ex studenti di Economia e Commercio: temuta e rispettata, il suo nome è ripetuto in altre frasi tra le quali: Nonna Papera, una presenza inquietante degli anni Novanta.
Sarebbe molto sociosemiotico sapere se Nonna Papera è un segno-icona, ovvero rimanda a qualcuno. Una professoressa? Una compagna particolarmente odiata? Una segretaria? Una assistente stronza? Oppure, e qui si va sul misterico, un qualche segno-simbolo, con chiaro valore esoterico e iniziatico… Forse così potente che nemmeno gli attuali occupanti del Buridda hanno osato toglierla…

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4 Risposte to “Nonna Papera e i cessi del Buridda”

  1. cristian Says:

    non dovrebbe essere una pratica quotidiana?

  2. urza Says:

    eheheh… sì + o -, ma non è che riesca a starci tanto dietro… 😀

  3. Lilys Says:

    Non saprei… alle superiori quelli della classe avanti a noi disegnavano pinocchi ovunque perché la profia d’italiano era in fissa x la trasmissione di Gad Lerner…

  4. urza Says:

    ciao lilla e anche qui complimenti per la laurea 🙂
    alla fine mi sono registrato su splinder per commentarVi, ma indivia.net non lo lascio!!!
    Pinocchi come segni di Gad? Interessante 🙂


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