Cortocircuiti linguistici

aprile 10, 2005

L’altro giorno mi è capitato di sentire la seguente affermazione, su un pullman gremito di ragazzini:
“Se lo dico a mio padre, si rivolta nella tomba”
Scontata l’assoluta illogicità e incongruenza tra apodosi e protasi della sentenza, ora io mi chiedo:
1. è un caso di penetrazione di forme auliche (forse sentite da qualche film o lette su qualche libro) nella lingua media?
2. il bambino è incorso in un lapsus freudiano, che rivela un latente complesso edipico? L’episodio forse è alla base di un futuro fatto di cronaca nera…
Sinceramente preferisco l’ipotesti (socio)linguistica, anche perché sbarello per queste cose, almeno ultimamente. In tal caso stiamo assistendo a un rimescolamento di forme desuete, forse perché i parlanti si sono finalmente accorti dell’assoluta aridità a cui la lingua italiana tende.
A presto nuove ‘contaminazioni’.

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