Ora e sempre, Resistenza

aprile 25, 2005

Capita di rado che festeggi avvenimenti da “calendario”, pubblici per così dire. Il 25 aprile è però uno di questi.
Questi sessant’anni di Liberazione, è stato scritto, trovano un’Italia poco libera e ancora meno liberata: gli eredi dei nemici di allora siedono in Parlamento e fanno di tutto per equiparare (o sostituire) i loro ai nostri. Un Giorgio Bocca acuto e quantomai lucido ci spiega proprio questo mese, dalle pagine di uno sbiadito e papale Espresso, perché questo non sia possibile.
Ma quando i nostri vecchi non ci saranno più sarà ancora possibile ricordare la Resistenza? O diventerà, il 25 aprile, semplicemente la nascita di Guglielmo Marconi, com’è stato proposto anni orsono da Alleanza Nazionale?
Ecco perché oggi festeggiamo ancora più forte. Contro ogni tentativo di revisionismo storico e di parte. Contro i “erano giovani, non sapevano da che parte stare’. Contro i saluti romani di Di Canio e gli striscioni allo stadio fascisti. Contro il Fuan e tutti i gruppuscoli di estrema destra, inquietante dimostrazione che, purtroppo, sono ancora lì. Contro le aggressioni neofasciste che si sono succedute negli ultimi mesi, a danno di compagn* e centri sociali. E contro lo stesso Stato, che forse di essere nato dalla Resistenza se lo scorda un po’ troppo spesso.
Ora e sempre, Resistenza.

Per approfondire:
Antifa@ecn.org

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