Il computer come un golem

giugno 13, 2005

L’altro giorno mi è capitata tra le mani l’opera omnia di Primo Levi. Questo autore piemontese, noto soprattutto per aver descritto gli orrori di Auschwitz e l’odissea del ritorno, ci ha lasciato anche una serie di libri di argomento, se mi è permesso, decisamente più leggero. Ebbene, vi ho scoperto una piccola perla, un racconto dedicato ai computer. Primo Levi, newbie agli albori dell’informatica, compra un computer dotato di wordprocessor. Doveva essere, era il 1984, uno di quei computer diskless ovvero senza disco fisso. Mi ricordo, piccola nota personale, una dozzina di 8088 con dos 3.3, sui quali imparai alle medie i rudimenti dell’informatica. Primo Levi descrive il suo computer come oggetto inanimato fino all’inserimento del floppy disk (presumibilmente con il sistema operativo). Ebbene, da buon umanista non potevano che tornargli alla mente i golem della tradizione ebraica: statue inanimate costruite dagli ebrei praghesi per difendersi dagli attacchi nemici. Inanimate, proprio come il computer di Levi, fino a quando non veniva inserita nella loro bocca di pietra una pergamena. Levi decanta le proprietà del suo golem scrittore che, non conservando le bozze di quello che si scrive, toglierà lavoro ai futuri filologi. Le prossime volte mi ricorderò di salvare in file separati le revisioni che apporto ai miei testi…

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