La notte dei bloggers – second review

luglio 29, 2005

Ebbene, continuiamo.
Due parole sull’ottima introduzione di Loredana Lipperini: vademecum indispensabile per i newbie della bloggandi ars o anche semplicemente per i curiosi. Interessante quando inquadra i blog in un progetto più generale di scrittura collettiva, alla wu-ming per intenderci, e prevede, con buone ragioni, la morte del copyright. Forse leggermente accademica quando cita Benjamin o la moneta del jukebox di Eco, ma una letteratura scientifca sui blog è, a mio avviso, assolutamente auspicabile. Soprattutto se ai blog potrà venire aperta la strada degli Atenei, come del resto è già avvenuto all’interno di certi corsi di Scienze della Comunicazione.
Intanto, ho terminato il racconto di Margherita Ferrari, “L’acido del tuo stomaco… etc”. La prima cosa che mi ha colpito è stata, ovviamente, la sua giovanissima età. Anzi, ho controllato più volte la sua data di nascita, 1987. Caspita.
Mi sarei aspettato un raccontino banale, infarcito dei soliti luoghi comuni adolescenziali, corredato da un elenco infinito di brand, locali veneti (la fanciulla è di Vicenza) alla moda. Oppure citazioni quasi pedestri di cantanti grunge o new wave, propositi di suicido, eccetera, eccetera.
Ho trovato invece una prosa piuttosto pulita, un dettato abbastanza scevro da dialettismi o gergo giovanile che disegna uno psichedelico viaggio tra apparecchi ortodontici, aldilà, angeli in decomposizione, dentisti-macellai, inquietanti figure che dialogano in fondo ad una piscina.
Immagini dunque da videoclip con citazioni anche palesi: le banconote da un dollaro immerse nell’acqua come non possono ricordare il video dei Nirvana? Certo, il racconto a volte risente di una certa scolasticità, com’è del resto normale in chi si avvicina per la prima volta alla Letteratura: Dante, sicuramente, a cui l’autrice paga il tributo definendo la Commedia “trekking ultraterreno”, ma pure la Bibbia
Il blog della nostra appare invece legato perdipiù a realtà locali e a vita privata. Se non fosse per il modo in cui è scritto, cioè decisamente bene, sarebbe il classico blog di una diciassettenne interessante. Comunque, Margherita, un po’ t’invidio: anch’io a diciassettenne anni avrei voluto scrivere come te 😉 .

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