Crepuscolar mode ON

dicembre 19, 2005

C’è questa scena, bellissima, in questo film, bellissimo, di Daniele Gaglianone: lui, il ragazzino povero (ma non aspettatevi buonismo da Nemmeno il destino) che siede alla tavola di questa gente straordinariamente semplice. Marito e moglie, entrambi meridionali, amici della madre del ragazzino: lei dolcissima che lo aiuta a fare i compiti, di quella cultura appresa con caparbietà in qualche magistrale del Mezzogiorno, che gli legge in morte del fratello Giovanni di Foscolo e poi commenta, con un commento che vale più di miliardi di bibliografie, ‘triste ma molto bella, vero?’… Lui, bidello nel liceo del ragazzino che gli presta i fumetti della sua infanzia, che arriva a casa carico con le borse della spesa. E poi appunto c’è questa scena, con loro che mangiano la pastasciutta alle cozze e il gelato del discount nelle ciotoline di vetro, tristi perché presto dovranno lasciare quella casa dove sono invecchiati. E se avete avuto la fortuna di mangiare con gente semplice, che si fa fuori la dispensa quando ha un ospite e inizia a cucinare dalle sette del mattino, che si vergogna a offrirti il tavernello assieme al loro sugo buonissimo, beh, capirete la scena. E il tavernello davvero sembrerà il più buono dei vini, più buono del sauvignon gustato in qualche wine bar del centro. E lascerete perdere i vostri ristoranti lussuosi per i bicchieri sporchi di vino da osteria, quel vinaccio acido con cui accompagnare pane e salame: sì quel pane affettato di fresco e quel salame a grana grossa.
E troverete la perfezione nella spartanità di una vecchia 112, nelle cicche rollate a mano col tabacco secco, nel giro di chitarra scarno di where’s my mind dei pixies, nei fosfori verdi di un commodor 64, nell’odore di soffritto cipolla e pomodoro, nel suono di qualsiasi dialetto del mondo, nell’odore della terra fresca e delle chiese di campagna, in quello del malto nelle birrerie e di agnello arrosto nei kebab-bar… E ricorderete l’odore che ha un campeggio nel crepuscolo: di fumo di fuoco di carne arrosto, quando lavati dalla salsedine del mare fate ritorno alle vostre tende.

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2 Risposte to “Crepuscolar mode ON”


  1. w la banalità. perchè io vengo da lì. e so benissimo cosa sia tutto questo. ma penso che anche la gente che vive nel centro di torino, quella che non esce alle 19 per l’aperitivo in piazza vittorio, quella che vive in palazzi antichi ma che ora magari ai piani bassi non li vuole più nessuno…e le scale sanno sempre di minestrone…
    ci stanno semplicemente dando il cambio.
    ma in fondo i dolci arabi non sono molto diversi da quelli che fa mia nonna per pasqua. 🙂

  2. s. Says:

    è vero credo che una persona non “è non banale” non solo perché fa qualche battuta pungente, che poi sono sempre le stesse; è anche una cosa un po’ infantile. Però credo che per principio in questa società arida e materialista è un peccato che un gruppo muoia

    beh ho detto la mia 🙂


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