A volte ritornano…

maggio 15, 2006

Tra ex-ministri dei Beni Culturali, paciosi ragazzini candidati dai diesse, vecchie conoscenze di quando si faceva politica al liceo, lo storico Chiamparino, con cui, pur essendo di sinistra, ce l’abbiamo ben poco per la sua pulizia preolimpica a Torino, per le elezioni comunali, si nasconde (o meglio, è ben presente…) pure il candidato neofascista.
Questo signore si chiama Carlo Gariglio: presiede il partito Fascismo e Libertà (ma non era anticostituzionale un partito fascista?), sostiene che Hitler sia il primo degli europeisti, ha proposto metodi cileni per il G8 di Genova (e in questo è stato seguito…) e regala manganelli ai potenziali elettori durante la campagna elettorale.
Googlando un po’ si viene a sapere che il tizio in questione è stato ripetutamente sputtanato (e meno male) sui newsgroup di destra.
Di più, non manca del tipico senso dell’umorismo da povera vittima (sacrificale?) che lo spinge a sostituire la parola FASCISMO nel simbolo elettorale (per ovvia anticostituzionalità, appunto) con la parola CENSURATO, appellandosi poi sul suo sito alla democraticità! (un fascista!)
Credo che ogni parola sia inutile per definire questa accozzaglia di rifiuti umani che dopo sessant’anni ha ancora il coraggio di rifarsi al fascismo!
Coraggio? No, solo coglionaggine!

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4 Risposte to “A volte ritornano…”

  1. arlan Says:

    si, è vero, anch’io sono rimasto basito dal tizio, però devo ammettere che il mio preferito è Max Loda di “immigrati basta!”, c’ha la foto del volantino con lui un manganello in mano e alla tribuna elettorale su rai3 s’e’ fatto tutto il dibattito con la fotocopia di una delle vignette su maometto allaccata alla maglietta con una graffetta.
    hahahahahahhahaahh

    eppoi ha la pettinatura alla mac gayver (che si chiama mullet)

    hahahhahahaha

  2. arlan Says:

    ecco qui il volantino:

  3. urza Says:

    quanto è brutto…

  4. Fascisti su marte Says:

    Da torinese non posso notare l’allegorica presenza del candidato Gariglio alle comunali della città.

    Capelli raccolti in dietro con una coda appiccicaticcia, camicia nera sbottonata per far trasparire i due chili di catene d’oro e stivali rigorosamente neri.

    Un personaggio uscito da un film di Carlo Verdone,il trUCE, un tamarro come si dice dalle nostre parti.

    Mi piace sdrammatizzare l’idea dell’anticostituzionalità del suo partito, che più che una linea dura, sembra perdere sempre più credibilità, almeno con un candidato così trash.


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