Profondo disgusto

giugno 17, 2006

…l’unico sentimento che mi sento di esprimere verso il nostro ministro degli esteri, il beniamino dei diessini doc, Massimo d’Alema. Quello che propone il nostro governo sulla questione irachena e afgana è un travaso di mezzi e uomini da uno stato all’altro. Ce ne andiamo dall’Iraq (ma a passettini e senza disturbare il grande alleato) e prepariamo la grande controffensiva afgana. E’ questa la pace del governo Prodi che dopo aver stordito rifondazione comunista con la presidenza della Camera ora agisce indisturbata nei suoi sordidi intenti. Del resto cosa aspettarsi dal grande sostenitore della guerra ‘umanitaria’, che bombardò per quaranta giorni il Kosovo nel ’98?
Come tollerare di essere a fianco di una superpotenza che non esita a usare metodi nazisti nella sua folle guerra? Non ci ricordano forse gli eccidi nazisti i fatti di questi giorni, ventiquattro civili uccisi a sangue freddo in Iraq?
C’è un Italia che non esprime cordoglio verso i soldati che muoiono in Iraq e c’è un Italia che non dedica vittorie calcistiche ai ‘nostri cari ragazzi in Iraq’.
C’è un Italia disgustata dalla retorica patriottarda, dalle frecce tricolori, dalle parate di sapore ventenniale, dai ‘vi faccio vedere come muore un italiano’. C’è un Italia che non vuole piazze e vie dedicate ad avidi mercenari.
Cinismo? No, solo buon senso.

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