Esercizi di traduzione #3

settembre 19, 2006

Quella che segue è una delle più belle poesie che mi è capitato di leggere negli ultimi tempi.
Ho pensato di tradurla, mettendo però prima l’originale in modo che la possiate gustare ‘senza filtri’.

Harlem by Langston Hughes

What happens to a dream deferred?

Does it dry up
like a raisin in the sun?
Or fester like a sore—
And then run?
Does it stink like rotten meat?
Or crust and sugar over—
like a syrupy sweet?

Maybe it just sags
like a heavy load.

Or does it explode?

Harlem di Langston Hughes

Cosa succede ad un sogno rimandato?
Appassisce
come uva al sole?
O come una ferita suppura
Per poi scomparire?
Puzza come carne andata a male?
O fa la crosta di zucchero
come un dolce sciroppo?

Forse semplicemente affonda
come pesante carico.

O esplode?

Ecco: ho avuto un po’ di problemi con una delle parole chiave di questa poesia: deferred. Rinviato mi sembrava andasse abbastanza bene: non ho voluto appesantire il primo verso esplicitando il participio passato inglese, ‘che è stato rinviato’.
Ho poi però optato per ‘rimandato’: il sogno non è un pacco postale! Avrei potuto usare la parola latina originale: differito, ma era di registro troppo aulico.
Ho scelto di tradurre ‘fester’ con suppura: il termine è un tecnicismo medico in entrambe le lingue e probabilmente Langston giocava anche su questo, chissà?
Il verso finale è magnifico, potente, peccato averlo potuto rendere solo con due parole in italiano!

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