E se non mi ammazzo / è grazie al cazzo

gennaio 16, 2007

La rima del topic è della ‘rivelazione’ italiana del 2006: il rapper Fabri Fibra.

Non cercatela sul suo ultimo album: è di Mr Simpatia, il penultimo. Lo diciamo subito: Fibra spacca. Per il suo flow, per il modo di incastrare le rime, per il suo umorismo cinico. Anche le basi sono molto buone: originali, senza troppi samples da pezzi americani stracitati.

Il problema di Fibra rimano lo stesso, endemico e ciclico, dell’hip hop italiano: dieci anni fa, quando mi atteggiavo, un po’ sfigato, a b.boy, non si sentiva che ripetere ‘i testi sono troppo autocelebrativi’, ‘non c’è discorso sulla realtà sociale’, ‘siamo troppo west coast’. E in effetti, anche negli ultimi album di Fibra, una sana dose di omofobia e maschilismo è mescolata al ‘maledettismo’ che rende così singolare il nostro.

Le rime di Fibra sono le ultime note lasciate da un suicida, sono i cattivi pensieri che ti assalgono alle sei e mezza del mattino, sono le paturnie adolescenziali che anche un ‘maturo’ trentenne continua a portarsi dentro. Viene il dubbio che si tratti di un poser, di uno che fa per finta e che piglia per il culo. Può darsi.

Si può anche tentare di interpretarlo come un moralista che non sopporta più certi tipi di equazioni, tipo ‘mi faccio un casino di ragazze/i’ dunque ‘sono un figo/a’; faccio sesso con chiunque, dunque spacco e tutte le menate post sessantottine e pseudolibertarie riciclate per giustificare stili di vita vuoti. Potrebbe andarci bene in quel caso, nonostante la sua critica verso la presunta e spacciata ‘libertà sessuale’ sia univoca e colpisca solo il gentil sesso. E allora non ci va bene, dacché i discorsi maschilisti noi proprio non li digeriamo.

Oppure, come dice egli stesso è: ‘completamente impazzito / ho parlato col demonio in maschera e non mi ha capito’.

Tuttavia, come accennavo prima, quello che rimane è un rapper con la stoffa di Bassi Maestro e pochi altri, chiuso nel suo ‘psicodramma’ (parole sue) e ‘cacciato da ogni centro sociale / perché non esprimo idee politiche e varie’.

Meglio il rap delle posse, degli Assalti frontali et cetera? Io continuo a rimpiangere i Sangue Misto: l’altro giorno su blackout hanno passato ‘straniero nella mia nazione’ e avevo le lacrime agli occhi.

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