Ocimum is running e varie ed eventuali

settembre 28, 2007

E’ passato un mese dall’ultimo post e ocimum, il portatile ‘da discount’, is up and running :).

Devo dire che ho trovato freebsd molto interessante come sistema operativo: stabile, maturo, molto pulito. Purtroppo non è, a mio avviso, molto user-friendly: ma del resto, siamo qui per imparare.

Consiglio di partire da un’installazione base e poi aggiornare il tutto seguendo questa procedura (per l’update):

http://plone.gufi.org/documenti/cvsup-howto

e di riferirsi alla Bibbia di freebsd per quanto riguarda l’aggiornamento:

http://www.freebsd.org/doc/en_US.ISO8859-1/books/handbook/makeworld.html

Certo la vostra macchina compilerà per circa due giorni, ma volete mettere l’ebbrezza di essere ‘on the edge’ di Freebsd e di avere il tutto ottimizzato? Qualcuno ha detto gentoo?

Comunque sia, freebsd mi è piaciuto così tanto che ad un certo punto Tux (che troneggia sulla mia scrivania) quasi si offendeva. Da slackwarista, poi, mi sono trovato a casa con quei bei file di avvio in /etc/rc.d, in puro bsd style.

Nei prossimi giorni mi aspetta invece l’installazione di una slackware 12 su un server deputato a diventare il mio banco di prova (playground?) per i prossimi mesi: l’informazione sarebbe top-secret, ma sto lavorando parecchio su questo coppermine, un software per pubblicare immagini on-line.

Ieri ho invece assistito alla splendida esecuzione di Chiara Civello, che alla fnac di Torino presentava il suo nuovo lavoro, ‘the space between’. Chiara ha una voce molto limpida e forte, che si è fatta apprezzare completamente in acustico: si accompagnava infatti ad una chitarra o ad un pianoforte, entrambi suonati da lei. Imbarazzatissimo, le ho fatto autografare il disco, farfugliando che l’avevo scoperta ‘per caso’, perché il suo Last quarter moon era stato distribuito assieme all’Espresso. Chissà se ha gradito: la signorina, per sua stessa ammissione, non vuole fare l’Ella Fitzgerald ma semplicemente cantare jazz con voce latina in terra statutinitense. Dove, sempre secondo Chiara, non c’è la mafia dei discografici che c’è invece qui in Italia.

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