Segnalazioni: Volto Nascosto e L’ultima Vibrazione

maggio 15, 2008

Sarebbe bello fare alla gente una di quelle domande che fanno i giornali (o le trasmissioni televisive, tanto è uguale) cretine: quante persone sanno che anche gli Italiani brava gente si sono imbarcati in un’infame avventura coloniale?
La maggior parte della gente risponderebbe (forse) che sì, anche gli Italiani sono andati a portare il verbo occidentale in Africa ed è stato all’epoca di Pelatone. Negli anni trenta, effettivamente, muovemmo con le nostre poderose armate verso l’Etiopia, successivamente conquistandola.
Ma già quarant’anni prima (1895-1896), all’epoca di Crispi e di Umberto I, tentammo l’avventura coloniale in Africa Orientale, venendo sconfitti nella battaglia di Adua dal sovrano etiope Menelik: all’epoca riparammo in Somalia.
Poca narrativa si è occupata delle due avventure coloniali italiani: a riportare alla memoria i fatti di Massaua e di Adua (oltre alla odomastica) ci hanno ora pensato, casualmente e su due fronti, gli autori del fumetto (oppure ormai si dice Graphic Novel, racconto disegnato?) Volto Nascosto e Carlo Lucarelli col suo L’Ottava Vibrazione.
Vediamo. Io sono un grande appassionato di fumetti, a patto che siano italiani e che siano della Bonelli.
Li ho scoperti da grande, all’Università, grazie alla mia compagna che è appassionata di Dylan Dog, l’investigatore dell’incubo e di Julia, la criminologa sosia di Audrey Hepburn.
Purtroppo, nonostante la mia grande passione e i soldi che spendo in Nathan Never, Julia, Dampyr, non ne capisco un granché. Come per i film, posso dare il mio parere sulla sceneggiatura: robe come lo scavo psicologico nei personaggi, l’incisività dei dialoghi… Ebbene, Volto Nascosto è il secondo successo della casa editrice Bonelli nel formato della miniserie, cioè dodici albi (siamo al settimo): ricostruzione storica perfetta, ottima trama, lingua e stilemi da romanzo d’appendice ottocentesco. Volto Nascosto è un leggendario guerriero etiope, al servizio dell’imperatore Menelik che guida la guerra contro gli italiani fino al fatale epilogo di Adua. Su questo sfondo storico, si delineano gli atti di coraggio del giovane tenente Vittorio De Cesari e del suo amico Ugo Pastore contrapposti all’assoluta viltà e incompetenza dei generali italiani (un tratto che, mi pare di aver capito leggendo Lussu, ritorna abbastanza nella Storia). Non mancano, ovviamente, le grandi donne: ora nevrotiche e aristocratiche, ora forti e popolane e la magia rusticana della Roma dei Castelli e l’esotismo della terra d’Eritrea. Notevole.
Poco posso dire, invece, dell’ultima fatica di Lucarelli: da un’intervista mi pare di aver capito che condivide col fumetto Volto Nascosto la stessa atmosfera tragica e decadente che preannuncia una sconfitta: il romanzo è infatti ambientato poco prima della battaglia di Adua. A me viene in mente, istintivamente, l’altro suo romanzo (forse il suo capolavoro) su una guerra, ovvero Guernica.
Ne riparlerò, non appena comprato e letto il romanzo.

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