Arriverci, Laura Lucchini!

settembre 23, 2008

Leggo sull’Internazionale di questa settimana l’articolo di Laura Lucchini, corrispondente italiana del quotidiano spagnolo El Pais. E’ l’ennesima partenza (si può dire dipartita o è troppo funereo?) di una persona dall’Italia: una sorta di autoesilio.
Gramellini, su cui ho già detto e già troppo scritto (un post e i miei conati quotidiani al suo quotidiano Buongiorno bastino) sfotteva qualche tempo fa questa sorta di frase fatta ‘Me ne vado dall’Italia se vince Berlusconi’. Era una frase fatta, effettivamente. Poi la dicevano soprattutto quelli del piddì e dunque era tutto un dire. E poi io ho sempre avuto un felino attaccamento a Torino e non ho mai pensato di andarmene dall’Italia. Pigrizia? Attaccamento alle cose quotidiane? Non so, ma ho sempre difeso caparbiamente la mia scelta con frasi (fatte) del tipo: “Bisogna restare qui e lottare!”, “Chi se ne va fa il loro sporco gioco!”, “Resistere, resistere, resistere”. L’ultima non era mia, ovviamente, ma era insomma quello che pensavo.
Fino all’articolo di Laura Lucchini. Io ho appena preso casa, ecco. Non ho proprio voglia di andarmene. Ma aver riletto della disgustosa scena di quel maiale che s’ingozza di mortadella nel Parlamento che fu di Calamandrei e di Carlo Levi fa vacillare pure il mio solido attaccamento a Torino.
E’ terribile ricordarsi che l’Italia è sprofondata nel peggior incubo razzista e xenofobo degli ultimi cinquant’anni. La gente va in giro a picchiare i negri e i froci: non è più uno scherzo da scuole medie né da palestra né da camerata di caserma. La gente lo fa davvero. La gente uccide perché gli rubano i biscotti.
La gente continua a prendere il sole con cadaveri di esseri umani a pochi metri sulla spiaggia.
La gente legge articoloni su giornali che dovrebbero essere perlomeno semiseri (La Stampa di ieri) su come i bambini rom rubano nelle gioiellerie e nei McDonald’s.
Pagliacciate orrende in maniera più che grottesca, ma che ormai accadono.
La Lucchini scrive che a Berlino sta meglio: anche lì ci saranno omofobi, razzisti e maschilisti ma probabilmente non hanno la visibilità che hanno qui.
Oppure semplicemente non governano.

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Una Risposta to “Arriverci, Laura Lucchini!”

  1. marco Says:

    1) Indirizzata al Comune di Barcellona
    “ Politiche culturali”
    “ Assessorato alla cultura”

    2) Roma, settembre 2008
    Salve, mi chiamo …….., vi contatto da Roma, città nella quale vivo e dalla quale vorrei separarmi.
    Ho quarantasei anni e ormai da quindici lavoro nel settore librario.
    Ho una famiglia e in questo momento la situazione italiana non mi rassicura per niente.

    3) Quest’estate ho avuto modo di visitare la vostra città e ne sono rimasto entusiasta.
    Qui in Italia sembrerebbe impossibile realizzare quello che avete realizzato da voi.
    La vostra combinazione è vincente e semplice allo stesso tempo.
    Ci sono regole ben definite e movimento di idee.
    Da noi questa formula non rientra ancora in un sistema integrato forse a causa delle troppe ideologie.
    Mi piacerebbe vivere in un paese come il vostro per ricominciare a progettare e offrire un futuro alternativo ai miei figli.
    Ho un sogno nel cassetto e credo di aver trovato il luogo dove poterlo realizzare.

    4) Possiedo una collezione di “ Babbo Natali” di circa 1.200 pezzi, in vari materiali e in varia fattura ( dall’industria all’artigianato etnico ).
    La collezione è stimata intorno ai 25,000/30,000 euro.
    Mi piacerebbe perciò poter realizzare uno spazio espositivo proprio a Barcellona, dove condividere la mia passione con un pubblico.
    Ho pensato alla vostra città per la cura con la quale riuscite ad esporre nei vostri musei anche l’oggetto apparentemente più umile.
    Naturalmente la collezione è sempre in espansione e, nel caso in cui voi foste interessati alla mia proposta, l’intera collezione resterebbe in eredità alla città di Barcellona.

    5) Nel mio progetto c’è anche l’idea di un laboratorio all’interno del museo dove restaurare vecchi giocattoli e naturalmente si possono sviluppare varie iniziative rivolte ai bambini.
    Spero di aver detto l’essenziale e di essere stato chiaro.
    Aspetto una vostra gentile risposta, disponibile alle eventuali domande.
    Grazie.

    Ho inviato questa lettera che è solo un’idea di quello che è un progetto molto più esteso, l’idea è quella di coinvolgere in una struttura come può essere quella di un museo, degli artigiani rappresentanti dei vari mestieri che stanno andando perduti.
    Ho inviato il progetto sia durante il mandato di Rutelli che di Veltroni, ma non ho ricevuto mai risposta.
    A te Torino piace, anche a me Roma piace, ma forse più che perdere tempo a combattere contro i mulini a vento, le energie che abbiamo potremmo spenderle meglio per i nostri sogni, affinchè si realizzino.
    E questo si può fare soltanto in un paese che ha veramente voglia di vivere la propria storia.
    Capisco quindi perfettamente, lo stato d’animo che ha portato Laura ad iniziare un nuovo capitolo della propria vita, in bocca al lupo di cuore
    Marco


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