Archive for the 'Egomet' Category

La mia decisione di non mangiare animali allevati

gennaio 25, 2011

Cambiare abitudini alimentari è innanzitutto un’interessantissima operazione antropologica: mi sono cioè accorto che le scelte alimentari infastidiscono gli altri più delle scelte sessuali, ad esempio.

Urza: Sai, amico, ieri ho fatto sesso con il mio cane.
Amico: Ah, interessante. Com’era?

mentre:

Urza: Sai, amico, non mangio più carne.
Amico: Coooooosa, sei sempre il solito radicale, esagerato. Prendi almeno un pezzo di pollo.
Urza: Il pollo è carne.
Amico: Noooo, nella vita esistono le eccezioni, sei non fai le eccezioni, allora sei maniacale.
Urza: Io la chiamo coerenza.

e così via. La gente cerca di propinarti carne ovunque: la società, in forma di bar, autogrill et similia propone solo piatti a base di carne. La carne è ubiqua, in qualsivoglia preparazione: tritata, sminuzzata, fritta, lessa, polverizzata. (almeno in Italia: a Vienna qualsiasi esercizio commerciale di carattere alimentare ha la sua brava sezione vegetariana, pure i kebab più dozzinali)
Anche i vernissage sono un bel pericolo, con tutti quegli stuzzichini ripieni di wurstel e poveri maiali arrostiti: a quel punto non resta che sputare il boccone e buttarsi solo su vino e alcoolici.
Secondo punto: non sono vegetariano. Quest’assunzione del non mangi carne = sei vegetariano è fastidiosa quanto quella del pollo = non è carne o pesce = non è carne. Alchè, di solito io preciso: non mangio animali allevati, il che include pesci e selvaggina. Sulla selvaggina poi ci torno, giù le dita dalla tastiera prima di scrivermi commenti come ‘Bastardo, tu uccidi Bambi!’, ‘Era una femmina, quella cinghialessa, poveri cuccioli!’, ‘Spara al tuo di uccello!’.
Una volta una ragazza, credendo di anticipare la mia risposta sui pesci, mi ha detto una frase assai precisa e pensata, di quelle insomma che ti derivano da discussioni assai frequenti, che recitava più o meno così: ‘Non mangi pesci perché sono privi di sistema nervoso centrale’ o qualcosa a che fare con la neurologia ittica, scusate, non ricordo.
Comunque sia, io mangio pesci pescati. Ti costa un botto di soldi in più in pescheria, ma il pesce, neanche a dirlo, è più buono. Coi pesci, discernere il pescato dal non pescato è piuttosto semplice: vai a speci. Ad esempio, è molto probabile che le acciughe siano pescate, dunque la salsa Worcestershire e la pizza ‘marinara’ sono ok. Le orate grosse (quelle da quasi 30€ al kilo) sono sicuramente pescate. Poi dipende dalla pescheria, certo: con quelle care vai sul sicuro. (se osate scrivermi che c’è gente che non se lo può permettere o tavanate del genere, sappiate che (a) guadagno neanche 1000 € al mese, (b) ho in serbo vari post dove mi scaglio sulla stupidità della gente che risparmia sul cibo e si riempe di stronzate, (c) con 25 € ti fai una cena abbondante in due a base di branzino, provate a portare la fidanzata in pizzeria con quella cifra)
Secondo la mia etica, potrei mangiare anche selvaggina. Tuttavia, la selvaggina non è così frequente, spesso è cacciata da pazzoidi che vanno in giro a sparacchiare agli animali o, peggio, si tratta semplicemente di animali tenuti in cattività e poi liberati. Bel gioco perverso. Quindi, fino ad ora non ho ancora mangiato selvaggina.
Una mia amica, Francesca, mi ha parlato dei giovani lapponi che mangiano solo carne di renna cacciata da loro stessi. Quasi commossa, mi ha anche raccontato del rispetto che hanno verso quella carne cacciata (e ci credo, col culo che si fanno!). Ecco, io il mangiare carne lo vedo più o meno così: cacciare animali nati e cresciuti in libertà senza comprometterne la sopravvivenza di quella specie (quindi, non sparare alle femmine gravide o con giovane prole). Non credo che queste condizioni siano date nella nostra società: in realtà, cerco anche di limitare il consumo di pesce. Un’altra regola d’oro del mangiare sostenibile è scegliere speci di pesce che di solito sono bistrattate: insomma, i pesci brutti, come i capitoni o le razze. (di più: sarebbe bene evitare il tonno, dato che sta finendo)
Confesso che una lettura mi ha spinto, una volta per tutte, a prendere questa decisione: si tratta di Eating Animals di Foer. Lo so, è banale. Foer prescrive comunque un vegetarianesimo (e forse anche un veganesimo, non si capisce) e punta il dito sugli allevamenti intensivi. Diverse persone, tra cui la mia ragazza, hanno limitato o del tutto escluso il consumo di carne per via degli allevamenti intensivi: fanno cioè il discorso detto `delle mucche di Kobe’, cioè mangiano carne a patto che la bestia sia stata allevata in condizioni umane, cioè bestiali. (per la cronaca, a Kobe le mucche, prima di essere inevitabilmente macellate, vengono massaggiate)
Questo discorso non mi trova d’accordo: io sono del tutto contrario ad allevare una bestia per poi ammazzarla. Credo in rapporti, simili al simbiotismo descritto dagli zoologi, di scambio tra uomo e animale: il cane allevato per difesa (o per caccia!), la mucca per lavorare i campi, la capra per il latte, le api per il miele, le galline per le uova. È anche chiaro che: i cani non devono essere bastonati, le mucche non devono stare tutto il giorno nella stalla, la capra non deve brucare il pattume, le api non devono mangiare lo zucchero per produrre di più (sentita davvero!) e le galline devono essere allevate a terra. Nella mia dieta entrano (o cercano di entrare) prodotti animali ottenuti a queste condizioni.
Il nocciolo etico della mia scelta sta nel non voler subordinare la vita di un altro essere alla propria: preferirei essere ucciso da un predatore, e lo trovo esattamente nella natura delle cose, che essere allevato e poi macellato.

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gennaio 13, 2011

Ho deciso di rendere nuovamente pubblico questo blog per un semplice motivo: credo di avere di nuovo qualcosa da dire.
Ho passato lo scorso anno a combinare suffissi italiani cercando di capire se una teoria psicolinguistica nota come Complexity-Based Ordering potesse applicarsi all’italiano. Il risultato è stato negativo, ma nel compenso mi sono laureato in Scienze Linguistiche e ho vinto un Ph.D. alla Scuola Normale di Pisa, posto che però ho declinato. Il mio lavoro mi ha anche valso una comunicazione ad un convegno internazionale di morfologia. Sono soddisfazioni.
Non desidero però parlare di queste cose, dato che purtroppo annoiano i più. Non importa.
Un paio di cose che ho fatto potrebbero invece interessarvi.
Credo che inizierò dalla mia scelta di non mangiare animali allevati, ormai presa quasi un anno fa.

Flebo

settembre 23, 2009

…ci sono ancora, eh.
Sono solo un po’ occupato: mi provo a coltivare rose, a combinare suffissi italiani, a far parlare i computer…

Ad una vecchia amica

marzo 16, 2009

Ciao.
Questa è per i nostri quindici-sedici (e diciassette) anni: vivrai sempre nel nostro eterno 1998-1999-2000.
Anzi, ci rivediamo là. In quella meravigliosa manciata di fine secolo in cui mi hai regalato la nostra amicizia.

A tra un po’

agosto 1, 2008

Chiudo la stagione con alcune brevi riflessioni.

Lo spam
E’ fastidioso ma non troppo: è grave quando, come mi è appena successo, ti fa cancellare anche commenti interessanti, spiritosi e divertenti come quelli del buon Anfiosso. Avete presente, su wordpress, la magica casellina che vi seleziona automaticamente tutti i commenti nella pagina per una MASS-destruction (distruzione di massa)? Ecco, l’ho cliccato. Ti prego Anfiosso e vi prego altri visitatori del sito serio e faceto, lasciatemi di nuovo i commenti. Grazie.

Letture estive
Ovviamente, quando si va in vacanza, si passa l’ultimo pomeriggio urbano in libreria a cercare qualcosa di furbo ma non troppo, di leggero ma non troppo, di avvincente ma non troppo, che possa far colpo sulla vostra vicina di ombrellone ma non troppo. Insomma, il romanzo perfetto.
Io, un po’ annoiato dai racconti di Carver e ormai abbandonata l’impresa di Manituana (non ho tempo, è troppo lungo, devo portare i figli a scuola anche se non li ho), credo metterò in valigia (la frase fatta delle vacanze per eccellenza!) l’ultimo romanzo di Brizzi. Sì, tra l’altro pare parli anche lui di guerre coloniali (ricordate l’articolo su Volto Nascosto?).
Io, di solito, leggo roba in lingua (inglese) in vacanza, ma quest’anno, non so.

La mia assenza
Non ho più scritto, sono stato molto occupato. E adesso non scriverò per almeno (almeno!) due settimane.

Ho perso tutti i commenti
Questo l’ho già scritto e ho già perorato la mia causa presso di voi. Ho perso quasi tutti i commenti (non che fossero molti) degli ultimi sei mesi. Aiuto!

Compleanno
Oggi, tra l’altro, è il mio compleanno.

Minima natalitia

dicembre 27, 2007

Ho passato questi due giorni praticamente in casa e basta. Suona strano, almeno a me, dato che in casa non ci sto mai.

Ho guardato un po’ di canali tematici sulla cucina e sul design sul satellitare, provato cinque minuti a tradurre i detti del padri del deserto dal copto, peraltro non riuscendoci, seguito quasi in diretta il trasferimento di un dominio da un maintaner all’altro, interrogando ogni mezz’ora il whois nic italiano e controllando con host ogni quindici minuti gli ip da trasferire.

Cos’altro? Ho scritto un report (?) del duro (??) lavoro (!) di migrazione di una nota azienda di grafica del torinese (non è poi così nota) da infostrada a un provider torinese che non scrivo altrimenti fa pubblicità.

Ho scartato i regali di Natale: grazie Cristian dell’avvitatore elettrico, ora il mio kit del perfetto bricolager è al completo; ho guardato i primi sei episodi della serie giapponese d’animazione Samurai Champloo, che vi consiglio caldamente: è di pregevole fattura (a me i manga e gli anime non piacciono) ed è pure vagamente culturale. Tra l’altro, ciò mi permette di introdurre un argomento che magari svilupperò poi ovvero il fenomeno dei subber, cioè i fan che traducono gli anime prima che qualche casa di doppiaggio italiana lo faccia (e ben prima che l’anime stesso arrivi in Italia).

Il sito (anidojo) di questi subber sta qui: tra l’altro il mio amico professor Roberto mi faceva notare, qualche giorno fa, come questa interessante pratica di traduzione ‘dal basso’ sia pesantemente minacciata dalle attuali leggi sul copyright.

Senza stare a dirvi quanto sia interessante vedere come la gente tenti di tradurre dal giapponese, cercando di essere il più fedele/letterale possibile: a volte viene fuori un italiano con un sintassi un po’ nipponica. I ragazzi di anidojo, poi, hanno corredato il loro anime di interessanti didascalie: spiegano ad esempio cos’è un ronin o che cosa sono gli shogi.

Se non ci leggiamo più, un buon 2008 a tutti!

Come scalare google grazie a John Titor

ottobre 22, 2007

Questa sera ‘voyager’, un programma della rai, raccontava la storia di John Titor presunto viaggiatore del tempo i cui post su un forum internet apparvero nel 2001: il tizio (verosimilmente un nerd) si spacciava per cittadino del 2036 in missione nel tempo per recuperare un computer portatile dell’ibm.

Ovviamente di tutto questo non mi frega granché. ma sono certo che scrivendo questo post moltiplicherò le visite al mio blog.

Eh eh.

Reality check

ottobre 7, 2007

A chi sta troppo attaccato ad uno schermo, ad una tastiera, ad un terminale (ma anche a chi, un po’ fricchettone, vuole ‘evadere’), dedico questo testo di Schneider TM, dj berlinese di elettronica. ‘beware of the matrix and keep a warm heart inside’.

reality check
it’s getting harder to find out
who you work for
and western fusion is about
a tree is a forest
like the one from the cure
there’s no way out
we’re out of the green and into the black
there’s no fuckin’ doubt

beware of the matrix
and keep a warm heart inside
don’t jump of the train
it’s still a long way to ride

second verse to the sky
and everything’s allright
there’s a bad moon rising
the belly’s fat, can’t feel sad

back on the track of expectation-overload
one step back is one ahead
so we’ve been taught
by every leader
to make it easier and to grow
got stuck in the ice-age
education over board

beware of the matrix
and keep a warm heart inside
don’t jump off the train
there’s still a long way to ride

reality check
it’s getting harder to find out
who you work for
and western fusion is about
a tree is a forest
like the one from the cure
there’s no way out
we’re out of the green and into the black
there’s no fuckin’ doubt

beware of the matrix
and keep a warm heart inside
don’t jump of the train
there’s still a long way to ride

Ocimum is running e varie ed eventuali

settembre 28, 2007

E’ passato un mese dall’ultimo post e ocimum, il portatile ‘da discount’, is up and running :).

Devo dire che ho trovato freebsd molto interessante come sistema operativo: stabile, maturo, molto pulito. Purtroppo non è, a mio avviso, molto user-friendly: ma del resto, siamo qui per imparare.

Consiglio di partire da un’installazione base e poi aggiornare il tutto seguendo questa procedura (per l’update):

http://plone.gufi.org/documenti/cvsup-howto

e di riferirsi alla Bibbia di freebsd per quanto riguarda l’aggiornamento:

http://www.freebsd.org/doc/en_US.ISO8859-1/books/handbook/makeworld.html

Certo la vostra macchina compilerà per circa due giorni, ma volete mettere l’ebbrezza di essere ‘on the edge’ di Freebsd e di avere il tutto ottimizzato? Qualcuno ha detto gentoo?

Comunque sia, freebsd mi è piaciuto così tanto che ad un certo punto Tux (che troneggia sulla mia scrivania) quasi si offendeva. Da slackwarista, poi, mi sono trovato a casa con quei bei file di avvio in /etc/rc.d, in puro bsd style.

Nei prossimi giorni mi aspetta invece l’installazione di una slackware 12 su un server deputato a diventare il mio banco di prova (playground?) per i prossimi mesi: l’informazione sarebbe top-secret, ma sto lavorando parecchio su questo coppermine, un software per pubblicare immagini on-line.

Ieri ho invece assistito alla splendida esecuzione di Chiara Civello, che alla fnac di Torino presentava il suo nuovo lavoro, ‘the space between’. Chiara ha una voce molto limpida e forte, che si è fatta apprezzare completamente in acustico: si accompagnava infatti ad una chitarra o ad un pianoforte, entrambi suonati da lei. Imbarazzatissimo, le ho fatto autografare il disco, farfugliando che l’avevo scoperta ‘per caso’, perché il suo Last quarter moon era stato distribuito assieme all’Espresso. Chissà se ha gradito: la signorina, per sua stessa ammissione, non vuole fare l’Ella Fitzgerald ma semplicemente cantare jazz con voce latina in terra statutinitense. Dove, sempre secondo Chiara, non c’è la mafia dei discografici che c’è invece qui in Italia.

Tu lirico

giugno 27, 2007

Questa sera è andata che hai navigato per associazioni mentali fino a ritrovare il contatto msn di un tuo vecchio compagno che non vedevi da anni… E con il quale i rapporti non erano stati semplici, chiuso com’eri nella tua presunta superiorità.

Novello Sherlock, hai rintracciato nella Rete delle reti frammenti di vita vissuta: una ragazza, un vecchio gioco di carte che lui gioca ancora e che occupava i tuoi pomeriggi da adolescente.

Hai trovato un suo profilo di myspace scritto dannatamente bene: la sua prosa asciutta ti è stata confermata dal lungo discorso che avete avuto su msn. Paziente, ha risposto alle tue incalzanti domande riannodando i fili della sua vita che a te sembrava un romanzo e di cui avevi avuto sporadiche eco in tutti questi anni.

Hai ritrovato una persona diversa da quel ragazzino burbero e introverso: ti ha fatto piacere vederlo ‘sistemato’ dopo le ferite che ti ha raccontato. Assecondando il tuo voyeurismo a tratto quasi morboso hai ricostruito pezzi di un puzzle di vita vissuta.

Forse che tu abbia riacciuffato anche quel gusto di narrare che inseguivi da tempo, in una serata di giugno veramente strana?